domenica 2 agosto 2009
giovedì 25 giugno 2009
VA BENE ANDARE A PUTTANE..MA NON BISOGNA DIRLO....
lunedì 11 maggio 2009
venerdì 1 maggio 2009
Italiani popolo di poeti e navigatori? NO! DI SERVI!!!
Freedom House attribuisce la nostra posizione al controllo delle televisioni da parte dello psiconano. Non sono d'accordo. La libertà di espressione, di scrivere e di voler ascoltare la verità non dipende da un ometto senza principi. La responsabilità è degli italiani. Un popolo che, nella sua maggioranza, pagherebbe per vendersi. Un popolo simpatico, gioviale, senza pensieri. Con un udito sensibile. Il suono della verità gli fa male ai timpani. Con la memoria di un'ameba. Che dedica piazze e vie al latitante Bottino Craxi e tollera un corruttore professionista alla guida del Paese.
Testa d'Asfalto fa il suo mestiere. Vende la merce che gli italiani vogliono comprare. La dimenticanza è un tratto nazionale. Nessuno ricorda più nulla. Qui e ora, solo qui e ora è importante. L'informazione si nutre del passato, ma il passato in Italia non esiste. L'Italia vive in un eterno presente. La sua memoria è una spiaggia lavata senza sosta dalle onde del mare. Un Paese cinico, spesso servo, per un periodo luce del mondo. Un posto in cui si vive bene solo se si è già morti dentro. Un Paese senza coscienza di sè che forse non esiste. Un tunnel di morti ammazzati e dimenticati. In nessun Paese democratico nel dopoguerra c'è stata una strage di magistrati, di giornalisti, di poliziotti, di Carabinieri, di persone comuni, semplicemente oneste, come in Italia. E' stata una strage immane, un Vietnam d'Italia, lo documenta il Calendario dei Santi Laici. L'italiano non parla, non sente, non vede e odia l'informazione. Per informarsi e trarne le conseguenze dovrebbe mettere in discussione tutto, a partire da sè stesso e dal suo contributo alla vita sociale. Non vuole sapere, perchè sapere è pericoloso. L'italiano è barricato in suo fortino personale di convizioni, di miti, di balle, di televisioni. E' una questione di sopravvivenza. E' un malato terminale di democrazia che si illude di essere libero. L'italiano vive un incubo, ma riesce a trasformarlo in un sogno. Per lui tutto è possibile, l'importante è crederci. Disinformare per Credere. Freedom House ha anche fatto l'elenco dei "10 peggiori Paesi per essere un blogger". Sono: Myanmar, Iran, Siria, Cuba, Arabia Saudita, Vietnam, Tunisia, Cina, Turkmenistan e Egitto. L'Italia non c'è ancora, ma è solo questione di tempo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Foto di simrax. Dal blog di beppe grillo
martedì 21 aprile 2009
lunedì 9 febbraio 2009
ELUANA CIAO!! BEPPINO SEI TUTTI NOI CORAGGIO!!
Eluana finalmente ha finito il suo calvario dopo 17 anni hanno fatto soffrire un padre per cosi tanto tempo solo per egoismi politici e sciacallaggio clericale, questo non è degno di un Paese democratico, il golpe del Duce berlusconi non è riuscito ad "uccidere ulteriormente la volontà individuale di una famiglia straziata dal dolore per lunghi 17 anni".Che questa vicenda tristissima sia di monito alla cecità medioevale che vige nel nostro Paese Eluana nella sua tragedia ci da una speranza quella che ognuno di noi sia libero di scegliere sulla PROPRIA vita senza interferenza di alcuno, tanto meno dell'arroganza criminale della chiesa che vuole imporre il suo dogma sulla civiltà.HANNO ACCUSATO IL PADRE DI ELUANA DI ASSASSINIO.....MA GUARDATE DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA..IN PARLAMENTO VI SONO ANCORA DEI PREGIUDICATI E INFILTRATI DELLA MAFIA DELLA P2 CHE SONO I MANDANTI DI MOLTE STRAGI ITALIANE , DALLA STRAGE DELLA BANCA DELL'AGRICOLTURA, A QUELLA DI BOLOGNA, A BORSELLINO A FALCONE A PEPPINP IMPASTATO A GIUSEPPE FAVA SONO LORO GLI ASSASSINI COLORO CHE OGGI GIUDICANO UN PADRE CHE SI è CHIUSO GIUSTAMENTE NEL SILENZIO E NELLA SUA TRAGEDIA! FORZA BEPPINO SIAMO TUTTI CON TE CIAO ELUANA !
ELUANA E' MORTA
Per quindici anni i “democratici di sinistra” ci hanno insegnato che non bisogna demonizzare l’avversario e che non c’è nessun rischio di regime antidemocratico. Ora Veltroni - che in campagna elettorale non ha mai citato nè la parola Berlusconi nè le parole conflitto di interessi - si è accorto che qualche problema c’è. I “democratici di sinistra” (e a tratti perfino i “liberali” del Corriere della Sera) iniziano a sospettare che l’uomo con cui hanno serenamente dialogato riconoscendone la caratura da statista sia estraneo alla democrazia delle regole. Veltroni arriva a dire l’inosabile: che il personaggio non merita di andare al Quirinale. Meglio tardi che mai? Non vale in questo caso. I “democratici di sinistra” e i “liberali” di via Solferino sono una parte consistente del problema: lo sfascio di cui la volgare strumentalizzazione politica della tragedia Englaro è l’ultimo segno, è il prodotto della loro ignavia.Sul caso specifico - una tragedia privata (con delicatissime implicazioni filosofiche e morali sulle quali nessun portavoce di partito ci risparmia una dichiarazione in favore di telecamera) trasformata in un brutality show - come non essere d’accordo con chi denuncia l’ennesimo, gravissimo strappo all’ordinamento costituzionale e ai principi di separazione dei poteri e laicità dello Stato, Stefano Rodotà in testa.
Si pretende di cancellare per decreto una sentenza definitiva della magistratura. Si impone alla firma del Capo dello Stato, che preventivamente e in forma riservata aveva reso nota la sua contrarietà, un decreto legge volto unicamente a creare un polverone ideologico. Si attaccano le prerogative della presidenza della Repubblica. Si lanciano gli ennesimi strali contro la Costituzione “di ispirazione sovietica”, da cambiare in fretta in quanto “comunista”, appellandosi direttamente al “popolo”. Si ordina al Parlamento di legiferare a tempo di record, come se le Camere fossero una depandance del Governo e le leggi avessero lo scopo di risolvere casi particolari cavalcando ondate emotive. Si ritiene scontato che il “popolo” degli spettatori - adeguatamente emozionato dalla grancassa mediatica - non distingua e non ricordi nulla: né le disperate richieste di Giuseppe Englaro di una soluzione legislativa equilibrata e valida per tutti, né le sentenze delle autorità giudiziarie nel frattempo intervenute, né la latitanza del potere legislativo verso la necessità di una legge sul “testamento biologico”.
La tragedia di una famiglia diventa caso di Stato in uno Stato ridotto ad affare di famiglia. Il pagliaccesco padrone di questa Repubblica ha deciso che quella tragedia - di cui gli importa meno di nulla, come dimostrano le sue infami esternazioni di questi giorni - può tornare utile per vari motivi:
1 fare un favore a costo zero al Vaticano, che è sempre meglio tenersi buono
2 riaffermare la supremazia del potere esecutivo su ogni altro potere e su ogni altra autorità (naturalmente quando al governo c’è lui, che ormai ritiene di essersi insediato a vita)
3 mettere alla prova e possibilmente esaurire la reattività morale di Giorgio Napolitano verso le imminenti scadenze che davvero gli stanno a cuore: intercettazioni, riforma della giustizia (ritroverà il coraggio di uscire dal silenzio e dire no un’altra volta?)
4 distrarre e rimotivare il popolo dell’audience, che tuttavia - nel merito - per ora sembra non gradire i diktat vaticani in tema di accanimento terapeutico, almeno stando ai sondaggi pubblicati negli ultimi giorni
mercoledì 3 dicembre 2008
PRETI PEDOFILI: VIA LIBERA PROCESSO CONTRO VATICANO PER PEDOFILIA
Usa, via libera processo contro Vaticano per pedofilia. Santa Sede: no commentNEW YORK - Via libera al processo contro il Vaticano per presunti casi di abusi sessuali. A dare l'ok la corte di Cincinnati, Stati Uniti. Secondo la corte i vertici della Chiesa Cattolica avrebbero dovuto mettere in guardia il pubblico e denunciare alle autorità gli abusi commessi da religiosi contro minori. È la prima volta che allo stato Vaticano non viene garantita dagli Usa l'immunità sovrana sancita dal Foreign Sovereign Immunities del 1976. No comment dal Vaticano.
La corte di appello ha dichiarato legittima la richiesta a procedere in sede processuale contro la Santa Sede in un caso di abusi sessuali commessi da religiosi della diocesi di Louisville in Kentucky, ipotizzando dunque che il Vaticano potrebbe essere ritenuto corresponsabile della condotta dei suoi membri. La denuncia è stata fatta da tre uomini che sostengono di esser stati molestati quando erano chierichetti. I tre accusano la Santa Sede di aver per decenni insabbiato la piaga della pedofilia su scala nazionale. Alle presunte vittime aveva dato ragione in prima istanza l'anno scorso un giudice federale del Kentucky avallando la richiesta di rivalersi contro il Vaticano. Il giudizio era stato impugnato in appello e oggi il Sesto Circuito delle Corti d'Appello di Cincinnati ha dato luce verde all'azione legale.
La direttiva di Giovanni XXIII. Il caso si basa su una direttiva del 1962, a firma di papa Giovanni XXIII, resa pubblica nel 2003, che chiede alle gerarchie ecclesiastiche di mantenere il segreto su abusi sessuali da parte del clero. Secondo William Murray, avvocato delle presunte vittime, il documento rende la Santa Sede responsabile per gli atti del clero mantenuti segreti a causa della direttiva.
Jeffrey Lena, avvocato della Santa Sede, pur dicendosi «attualmente non intenzionato» a chiedere alla corte d'appello di rivedere la decisione, ha precisato che «la sentenza è ancora molto lontana dal dimostrare la responsabilità diretta del Vaticano» per la condotta dei suoi membri.
Jonathan Levy, avvocato di Washington che rappresenta un folto gruppo di sopravvissuti dei campi di concentramento in una azione legale rivolta contro varie parti incluso il Vaticano, riferendosi alla mancata garanzia della immunità sovrana alla Santa Sede, spiega che «se qualcuno può rompere questa barriera viene aperta la strada ad altri processi contro la Chiesa Cattolica».
L'azione legale dei tre di Louisville non è la prima in cui in America sono chiesti risarcimenti diretti al Vaticano e non solo alle singole diocesi. Fino a oggi però i processi non erano mai arrivati al livello di Corte d'Appello. 25.11.2008
«Che schifo una società che non difende nemmeno i propri bambini.»
Paul Harris
«La Chiesa cattolica è nemica dell'Umanità.»
Ennio Montesi
Altri riferimenti:
http://news.cincinnati.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2008311240096
Fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35825&sez=HOME_NELMONDO
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici
venerdì 28 novembre 2008
GESU’ CRISTO? SALSI E TRANFO CHIEDONO A MINOLI UN CONFRONTO IN RAI CON RAVASI E MESSORI SULLE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO. LA RAI TACE OMERTOSA
Tutti i cittadini che non si ritengono sudditi, né servi delle gerarchie cattoliche e che volessero sollecitare per iscritto o per telefono Minoli e la sua redazione affinché sia realizzata una puntata seria ed onesta con la presenza di Emilio Salsi, Giancarlo Tranfo, Gianfranco Ravasi e Vittorio Messori, ricordando a Minoli che egli non è il padrone della la Rai né tanto meno dell’informazione, ma che la Rai è (o dovrebbe essere) soprattutto l’organo principale di informazione pubblica dello Stato Italiano e a beneficio di tutti i cittadini - che tra l’altro pagano il canone annuo - troveranno i riferimenti qui di seguito. Domandiamoci tra l’altro che senso ha continuare a pagare il canone a un servizio di informazione così pessimo e fazioso? Ricordiamocelo anche quando la Rai inizierà a martellarci per bussare a soldi.La redazione di Axteismo
Raccomandata A. R.Alla C. A. Dr. Giovanni Minolig.minoli@rai.itlastoriasiamonoi@rai.itRai Educational - Redazione La Storia Siamo Noivia Ettore Romagnoli 30 Palazzina A00134 RomaTelefoni redazione La Storia Siamo Noi: 0636868832 - 0636868984Massarosa, 15 Novembre 2008
Oggetto: Richiesta di confronto dibattito sul tema Vangeli e Origini del Cristianesimo a seguito del programma Rai “Inchiesta su Gesù".
A partire dal Dicembre 2004, periodicamente, per la serie “La storia siamo noi”, Rai Edu. 2 ha messo in onda, su tutte le reti televisive RAI, la trasmissione “Inchiesta su Gesù” condotta da Giovanni Minoli insieme al vaticanista Andrea Tornielli. In tale “inchiesta”, fatta passare come storico-giornalistica, si giunge alla conclusione che Gesù Cristo è realmente esistito e si dichiara testualmente “…negli ultimi due secoli oltre un centinaio di libri di studiosi o polemisti hanno accanitamente (sic!) negato che Gesù di Nazaret sia mai esistito”.Constatato:
che in tale trasmissione si è di fatto impedito a studiosi di cristologia comparata alla storia di far valere le proprie ragioni basate sull’analisi critica delle vicende narrate nei vangeli e delle falsificazioni delle testimonianze degli scrittori del I secolo a noi fatte pervenire dai copisti amanuensi;
che il programma si concludeva con l’invito rivolto agli storici contrari di farsi avanti e produrre prove per smentire la “Inchiesta su Gesù”, pertanto noi, Emilio Salsi e Giancarlo Tranfo, dopo aver svolto un’annosa indagine e studi approfonditi sui sacri testi comparandoli alla storiografia dell’epoca, abbiamo deciso di onorare il reiterato invito diffuso dalla RAI e, nel Novembre 2007, tramite lettera raccomandata A.R., ci siamo resi disponibili a confutare la reale esistenza di Gesù Cristo attraverso un confronto in diretta TV con gli storici della Chiesa rappresentati dal sacerdote Gian Franco Ravasi e dal sig. Vittorio Messori;
che la RAI, ignorando la nostra disponibilità, durante il periodo natalizio ha rimesso in onda lo stesso programma invitando ancora gli storici a “dimostrare il contrario”, facendo apparire che nessuno studioso è in grado di smentire l’avvento del Messia divino, della “Sacra Famiglia” e degli Apostoli, traendo in inganno con questo sotterfugio gli spettatori.
Ciò premesso, i sottoscritti, oggi, rinnovano pubblicamente la disponibilità ad un confronto in diretta TV con i suddetti studiosi della Chiesa Cattolica finalizzato sulla veridicità della “inchiesta” trasmessa e dei vangeli tramite la presente lettera aperta.
Considerato che la Rai è l’organo principale di informazione pubblica dello Stato Italiano e di tutti i cittadini, riteniamo doveroso da parte della Direzione offrire il massimo rigore sulla verità dei fatti in oggetto e delle notizie storiche che influiscono sulla vita, sulle scelte culturali e sociali di tutti noi e dell’intero Paese.Questa lettera verrà pubblicata e diffusa.Distinti saluti,
Emilio Salsi e Giancarlo Tranfo
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Riferimenti: www.vangeliestoria.euwww.yeshua.ithttp://nochiesa.blogspot.comInterviste, conferenze, convegni e altro tel. 3393188116
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e primao poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente,ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer
Questo testo è in regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e incoraggiata purché l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo,citando il nome dell’autore e riportando questa scritta.
Fonte: http://nochiesa.blogspot.comDiffusione: Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laicihttp://nochiesa.blogspot.com
Considerato l’attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazionida parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.****Richiedi gratis TUTTI i documenti disponibili, circa 60 mail, in formato digitale scrivendo a:axteismo@yahoo.it
venerdì 14 novembre 2008
venerdì 31 ottobre 2008
PIAZZA NAVONA-ANCORA SCONTRI
sabato 6 settembre 2008
PAPA NATZINGER E LE BEATITUDINI.
sabato 26 luglio 2008
DIO E' MORTO!!!
Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D.Dennet)Questo però non impedisce di curarci, di prendere l'aspirina, in attesa che qualche potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidità umana. Dio è un prodotto dell'ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente sgretolando; è un concetto molto redditizio per pochi ma che perpetua la servitù di molti.
mercoledì 16 luglio 2008
L'ITALIA AUTORIZZA LA TORTURA
martedì 1 luglio 2008
GLI ORRORI DELLA CHIESA VOLUTAMENTE DIMENTICATI

Ciò che segue è frutto di ricerche effettuate da più studiosi, tra cui quelle di P. Marazzani per quasi tutta la seconda parte.
Tutti i crimini seguenti, effettuati dalla Chiesa in nome di Cristo, sono rimasti impuniti.
Religioni diverse da quelle cristiane, come il culto di Mitra, dovettero soccombere al divieto degli imperatori cattolici: istigati dalla Chiesa, ancora nel IV secolo i loro fedeli vennero perseguitati dai cristiani, i loro templi saccheggiati, i loro sacerdoti assassinati e sepolti nei sacrari rasi al suolo. Fra le rovine dei Mitreo di Saalburg è stato ritrovato lo scheletro incatenato del sacerdote pagano, il cui cadavere era stato sepolto in quel luogo per dissacrarlo in perpetuo.
Anno 314 - Immediatamente dopo la sua piena legalizzazione, la chiesa cristiana attacca i pagani: il concilio di Ancirra denuncia il culto della Dea Artemide. Anno 324 - L'imperatore Costantino dichiara il cristianesimo come l'unica religione ufficiale dell'impero romano. In Didima, in Asia minore, viene saccheggiato l'oracolo del Dio Apollo e i sacerdoti pagani vengono torturati sino alla morte. I pagani vengono allontanati dal Monte Athos e sono distrutti tutti i templi greci del luogo......(CONTINUA cliccando il link seguente).......... http://alieniemisteri.altervista.org/cronologia_orrori_chiesa.htm
mercoledì 28 maggio 2008
CHI ERA GIORGIO ALMIRANTE?
In molti hanno scritto dell’Almirante antisemita e dell’Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, “nulla fermerà il dialogo con il PDL”) per mandarlo giù. Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria. Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è però un terrorista complice dell’assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.Peteano di Sagrado, in provincia di Gorizia, mentre in televisione trasmettevano Inter-Ajax, morirono dilaniati in un attentato il brigadiere Antonio Ferraro di 31 anni e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Bongiovanni di 33 e 23 anni. Rimasero gravemente feriti il tenente Francesco Speziale e il brigadiere Giuseppe Zazzaro.Nonostante i morti fossero tre poveri carabinieri, immediatamente una cortina di depistaggi fu elevata per coprire i responsabili. Come per Piazza Fontana si diede per anni la colpa ai rossi ; la strategia della tensione serviva per quello e funzionava così. Tra i principali depistatori vi fu il generale Dino Mingarelli, condanna confermata in Cassazione nel 1992 per falso materiale ed ideologico e per soppressione di prove, e il generale piduista Giovanbattista Palumbo, che all’epoca era comandante della divisione Pastrengo di Milano e che aveva competenza su tutto il Norditalia, che inventò la pista rossa di sana pianta. Per difendere gli assassini di tre carabinieri due dei maggiori in grado dell’arma delle vittime, per anni ne fecero di tutti i colori, manomettendo e facendo sparire le prove, come si legge nelle sentenze e come racconta benissimo il giudice Felice Casson in un libro intervista che uscirà in futuro.
La strage avvenne a 15 giorni dall’omicidio Calabresi e tre settimane dopo le elezioni politiche del 7 maggio nelle quali l’MSI era cresciuto fino all’8.67%, massimo storico e ad un passo dal PSI. I colpevoli materiali della strage, condannati all’ergastolo con sentenza definitiva, erano gli iscritti all’MSI friulano Carlo Ciccuttini e Vincenzo Vinciguerra insieme ad Ivano Boccaccio, ucciso pochi mesi dopo i fatti in uno strano tentativo di dirottamento aereo all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, in ottobre. Con Peteano c’entrano tutti, i vertici dei carabinieri, l’MSI (al quale erano iscritti tutti i terroristi) la P2, Gladio, i servizi italiani e la CIA nel pieno della strategia della tensione. Destabilizzare per stabilizzare.
Per trappolare la 500 di Peteano furono usati materiali di Gladio conservati ad Aurisina e tecniche che venivano insegnate alla Folgore a Pisa. Risoltosi il problema di Boccaccio, restavano Cicuttini e Vinciguerra. Abbiamo già detto che la strategia della tensione serviva a destabilizzare per stabilizzare e proprio l’MSI la stava capitalizzando, come il voto del 7 maggio aveva appena dimostrato. E quindi i camerati andavano salvati.
E qui interviene il nostro. Dopo la morte di Boccaccio a Ronchi, Vinciguerra e Cicuttini, segretario dell’MSI a San Giovanni a Natisone, in provincia di Udine, che faceva i comizi con Giorgio Almirante, nonostante non fossero ancora stati inquisiti per Peteano (le piste fasulle staranno in piedi per anni), si erano comunque resi latitanti. Latitanza dorata nella Spagna di Francisco Franco, dove il loro punto di riferimento era Stefano delle Chiaie e dove con questo si dedicavano al traffico d’armi. Cicuttini sposò perfino la figlia di un generale. C’era un solo punto debole del piano : la voce di Cicuttini registrata sia nei comizi dell’MSI sia nella telefonata con la quale Cicuttini attira i carabinieri nella trappola a Peteano.
E fu proprio Giorgio Almirante, il fascista in doppio petto, quello rispettabile, quello con il senso dello Stato, a proteggere l’autore della strage di Peteano fino a mandargli 34.650 dollari statunitensi in Spagna proprio per operarsi alle corde vocali. Ciò è processualmente provato. Almirante consegnò personalmente i soldi all’avvocato goriziano Eno Pascoli che li fece avere a Cicuttini a Madrid, via Svizzera. Almirante e Pascoli, incriminati per favoreggiamento dell’autore della strage di Peteano furono rinviati a giudizio insieme. Ma mentre Pascoli sarà condannato, la condanna di Almirante seguirà un corso diverso.
Il capo dell’MSI godeva infatti dell’immunità parlamentare dietro la quale si trincerò perfino per evitare di essere interrogato. La tirò avanti per anni di battaglie nelle quali non fu mai in dubbio la sua colpevolezza, finché non intervenne un’amnistia praticamente ad personam, della quale beneficiava solo in quanto ultrasettantenne. Giorgio Almirante, l’uomo d’ordine, dovette chiedere per sé l’amnistia perché il dibattimento lo avrebbe condannato e ne beneficiò (mentre il suo complice fu condannato) per il reato di favoreggiamento aggravato degli autori (militanti e dirigenti del suo partito) di un attentato terroristico nel quale vennero uccisi tre carabinieri.
Non si parla di violenza politica o di strada, di giovani di destra e sinistra che si fronteggiavano e a volte si ammazzavano ; stiamo parlando del peggiore stragismo.
Dedichiamogli una strada, lo merita : Via Giorgio Almirante, terrorista
lunedì 26 maggio 2008
LA CHIESA CATTOLICA TRA CRIMINI E MASSONERIA

QUI troverete tutto quello che in genere i mass media asserviti al potere non dicono sulla chiesa vera associazione criminosa e verticistica che ci impone da millenni la loro menzogna. Qui sopra un intervista a Tony Braschi, in alto a sinistra foto autentica di Papa Ratzinger ai tempi del Nazismo.


